In Onore a

 

BETTINO CRAXI

Quando a Palazzo Marino

incontrai il fascista Tarchi

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Fui eletto per la prima volta consigliere comunale di Milano nel novembre del 1960.

Ero entrato allora per il rotto della cuffia.

Avevo 26 anni.

Nei quattro anni precedenti ero già stato consigliere del Comune di Sant'Angelo Lodigiano, il paese di mia madre.

Nasceva in quella occasione, a Milano, la prima Giunta di centro - sinistra d'Italia.

Per la prima volta infatti, in un grande Comune, si sperimentava la collaborazione diretta tra democristiani e socialisti.

A guidare la Giunta di Milano fu il vecchio Cassinis, socialdemocratico, Rettore del Politecnico. Un vecchio saggio.

Il Partito mi volle allora come assessore. Ero il più giovane della Giunta.

Di quella esperienza ricordo naturalmente tante cose, ma una tra queste non posso non rivedere oggi, nel momento in cui Alleanza Nazionale che, come è noto, non nasce dal nulla, entra a far parte del Governo di Milano.

Nel Consiglio Comunale d'allora, almeno noi dei gruppi di sinistra, non avevamo nessun contatto di alcun genere con la pattuglia dei Consiglieri del Movimento Sociale Italiano.

Non un saluto, non una parola e men che meno una stretta di mano.

Sembrerà incivile, ma era proprio così.

In Consiglio Comunale i conflitti tra destra e sinistra erano poi aspri e frequenti, così come lo scambio di invettive e di insulti.

Un clima teso ereditato dalla guerra e dal dopo guerra nel quale eravamo tutti, naturalmente chi più e chi meno, immersi.

Anni dopo, dovendomi recare presso l'ufficio del Sindaco, ad una riunione dei capi gruppo consiliari, arrivai all'appuntamento con un po’ di anticipo.

Ero allora un giovane parlamentare, eletto nel 1968 nel collegio di Milano - Pavia.

Entrando nella stanza della riunione, che era la stanza accanto a quella del Sindaco, vi trovai già seduto in attesa un anziano signore.

Era Angelo Tarchi, evidentemente in veste di capo gruppo del Msi.

Ricordo molto bene quello che seguì.

Sapevo di lui che era stato Ministro della Repubblica Sociale, che era stato condannato a morte nel dopoguerra e poi amnistiato.

Quando mi vide Tarchi si alzò e venne incontro dicendomi:

" ho tanto piacere di incontrarti "

mi porse la mano e gliela strinsi. Era più vecchio di mio padre.

Subito dopo, quasi come colto da uno sfogo, mi disse:

" Voi giovani dovete sapere. Io ed altri come me che eravamo vicini a Mussolini, siamo sempre stati Socialisti. Abbiamo servito la nostra Patria fino all'ultimo. Io ho salvato fabbriche e maestranze dai tedeschi che li volevano trasportare e trasferire in Germania. Abbiamo cercato di comportarci sempre da Italiani ".

Il colloquio si troncò quasi subito.

Stavano entrando il Sindaco e altri capi gruppo.

Era la prima volta che avevo parlato con un Consigliere Comunale Fascista.

Ora, un consigliere proveniente per tappe successive da quel movimento ricostruitosi nella democrazia repubblicana è il Vice Sindaco di Milano.

Tante cose sono cambiate. Tra quelle che però restano c'è un piazzale in fondo a Corso Buenos Aires.

Sono certo che il Sindaco e il Vice Sindaco, nel prossimo aprile vi si recheranno in corteo, e in segno di civile pacificazione, deporranno una corona alla memoria dei quindici martiri antifascisti che persero la vita, fucilati contro una staccionata, in quella piazza, vittime di una barbara rappresaglia; ed una corona alla memoria di Benito Mussolini il cui cadavere, in quella stessa piazza, fu disumanamente oltraggiato ed appeso alla tettoia di un distributore di benzina.

La storia non si cancella. La si ricorda, la si studia e se ne trae insegnamento.

( Bettino Craxi )

Nota personale di: Ignazio Picardi

Il racconto del Pres. B.Craxi evidenzia nella sintesi l'umano animo dell'uomo quale Essere e Figlio del Supremo, che cerca anche nell'avversario politico (nel caso specifico a quei tempi l'avversario di destra era considerato un animale da abbattere) una situazione armoniosa tra simili e la pacificazione in tutto.

Questo deduce l'animo gentile ed il corretto comportamento che ha sempre avuto B.Craxi verso gli altri, anche se con opinioni politiche diverse.

Ha voluto evidenziare l'uomo Tarchi con:

" era più vecchio di mio padre "

Quindi, persona al quale si deve dare e riconoscere il massimo rispetto, senza i "se" e senza i "ma".

Rileva anche che:

" eravamo noi tutti socialisti "

Posso pensare ch' Egli si sente dentro nel pensiero altrui e partecipe nel capire e comprendere la persecuzione di Tarchi; che fu graziato per convenienza della legge voluta da "Togliatti" onde poter amnistiare i "crimini commessi nel triangolo della morte dopo anche la fine della guerra" dai militanti comunisti.

Non ha importanza se sia stato Tarchi o Craxi a porgere la mano in senso di cordiale saluto. Craxi ha voluto signifare che non si sentiva a disagio a salutare il Tarchi, mentre rimasti ancorati all'odio.

Un fatto è certo :

" Si sono Salutati "

Ciò che Craxi lancia al popolo nel Suo racconto, elevandola nello spirito più nobile, è la fase finale credendo e sperando tra le parte politiche più distanti ad una

"conciliazione semplice, due corone per i caduti d'ambo le parti"

Questo desiderio di Craxi non si è mai avverato in Italia. Come mai fu accolto il pubblico invito televisivo che fece l'On. Almirante rivolto agli stessi Comunisti per amore dell'Italia, di cessare quell'odio profondo.

Non possiamo meravigliarci nemmeno oggi, se vogliamo ricordare che le Camere del nostro Parlamento hanno voluto

" forse per scenografia storica il Santo Padre Giovanni Paolo II "

e non si sono degnati a concedergli quanto stava a cuore a quest'uomo anche come rappresentante del Nostro Credo in Terra.

" chiedeva un atto di clemenza verso i detenuti "

Oggi abbiamo carceri pieni oltre il limite disumanamente.

Personalmente sono per l'applicazione delle pene a giusto peso, però… in quel caso e richiesta "si poteva concedere un indulto, condono e amnistia" e non un indultino; escludendo la non applicabilità a quei detenuti che siano stati condannati e riconosciuti colpevoli di omicidio volontario; al limite avrei concesso quattro anni di condono se in possesso o dato segni di buona condotta negli istituti di recupero (che dovrebbero essere istituti come recupero e non istituti d'istruzione alla perdita totale della ragione).

Avrei senz'altro trasferito al paese d'origine ogni detenuto che " poltrisce nelle carceri italiane", a nessun italiano danneggiato interessa che un clandestino dopo aver commesso reato in Italia continui a recare danno al popolo aggravando nella finanza pubblica.

Più del 40% degli assistiti, curati e sfamati nelle carceri della nostra Italia, sono extracomunitari.

In questa nota ho voluto entrare in merito al caso dei "detenuti" giacché ancora oggi si chiede

" la grazia per Sofri "

io come cittadino e cattolico credo che non sia giusta, anche se è vero che bisogna perdonare; un fatto è certo: il Sofri non ha mai voluto accettare la condanna e si dichiara innocente, quindi al limite ed eccezionalmente (fuori termini) rivediamo il processo partendo dall'Appello alla Cassazione.

So benissimo che quest'uomo a subito una operazione "grave"; e quel che ha subito l'avrebbe avuto anche se non fosse stato mai condannato. Il caso Sofri non é una eccezione, godeva di semilibertà per motivi di lavoro, in un certo senso abbastanza privilegiato (nel passato riceveva giornalisti, dopo rilasciava interviste) non si può dire che ha subito un Carcere duro (se consideriamo che Sindona - per reati finanziari - pur se guardato a vista "è morto bevendo il caffè" come successe a Pisciotta, cugino di Salvatore Giuliano).

Comunque sappiamo che gli viene riconosciuta "La sospensione della pena" quindi non c'è nessuna urgenza di movimentare Ministetri, Governi ed Interpellanze. Il Sofri é un comune uomo italiano starà a casa finché non sarà totalmente guarito e ristabilito senz'altro e, forse se non si ricorderanno di riattivare la procedura rimarrà legalmente sempre libero dopo"

Altrimenti in Italia ci sono effettivamente non due giustizie, ma quattro tipi d'ingiustizia:

una legge per i ricchi,

una per i poveri,

una per i rossi

ed una più disgraziata per i neri.

Perché la politica di sinistra si muove per Sofri e nulla fece per Craxi al punto di non concedergli nemmeno una cura

Ospedaliera, Libera e Umana in Patria ?

La colpa di Craxi fu quella di non aver mai ucciso nessuno !

Forse qualcuno (per non dire tanti) dell'era Craxiana, per dritto o per manca, ha salvato la famiglia dalla fame; e per capire cos'era il vero socialismo di una volta devo dire che: tra gli anni 1968 - 1970 conobbi a Cologno Monzese, durante un convegno del partito PSI presso un locale di un amico comune - in via F. Cavalotti -, l' On. Pietro Nenni (un maestro di quel socialismo che dice Tarchi) un politico totalmente diverso dal Pertini - sia prima che dopo come Presidente - da me mai amato.

Nenni mi confermò, su richiesta e curiosità per il mio sapere e per quanto io già da Sambabilino aderente al Msi avevo già saputo:

" L'On. Nenni non abbandonò, dopo l'omicidio di Benito, la famiglia Mussolini "

QUESTA E LA DESTRA SOCIALE E CATTOLICA

NON C'E' ODIO NEI CUORI

MAI C'E' STATO SOSTANZIALMENTE ODIO VERSO GLI EBREI

LA DESTRA ALMIRANTIANA AVEVA UN OBBLIGO:

NON SOTTOMETTERSI MAI AL NEMICO.

BERTINOTTI E COSSUTTA LA CHIAMARONO GLADIO.

IO CHIAMO TUTTO CIO' SEMPLICE E PURO PATRIOTTISMO.

FERMARE IL PASSO AL COMUNISMO CHE SI ESPANDEVA A MACCHIA D'OLIO IN TUTTA ITALIA ED IN EUROPA ED ANCHE IN INGHILTERRA

IL MSI C'E' RIUSCITO IN PARTE.

PURTROPPO CADUTO IL MURO DI BERLINO LA CENERE SI E' SPARSA IN ARIA.

QUESTA CENERE E' ANCOR PIU' PERICOLOSA DELLA FEBBRE BUBBONICA E MALEDETTAMENTE PIU' GRAVE DELL'  "AVIARIA" e

COME DISSE

BETTINO CRAXI

" la storia la si ricorda, la si studia e se ne trae insegnamento "

Iddio l'ha accolto senz'altro nel Suo Regno

Ricordate sempre che:

NESSUNO, PER POTERI, PROPOSE LA GRAZIA

A FAVORE DI QUEST' UOMO

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Ignazio Picardi

Francavilla al Mare (CH) 3.12.2005

 

"Milano si distingue per l'integralismo giudiziario di tipo talebano, che agisce e si muove con criteri e sistemi tipici della lotta politica"

( leggi la sintesi dell' intervista rilasciata nel luglio 98 da Hammamed )

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